Antonio D’Ambrosio2020-02-16T18:17:38+01:00

Chiare Lettere

I giovani: tra conservazione della memoria e futuro (di Antonio D’Ambrosio)

L’attuale mostra dell’emigrazione, allestita in una delle sale espositive della Fondazione Molise Cultura, dedicata alle donne coinvolte in questo sconvolgente processo economico e di sradicamento sociale, coincide con l’uscita della nuova rivista della Fondazione Molise Cultura “Quarta Dimensione”. Questa concomitanza, ci dà l’opportunità di fare alcune riflessioni sull’importanza di una rete museale e sul ruolo e sulla funzione della [...]

by |Gennaio 29th, 2020|Categorie: Antonio D'Ambrosio, Tradizioni|0 Commenti

Nella contemporaneità, tra singoli soggetti e gruppi sociali organizzati nonché nei mezzi d’informazione, a giustificazione delle incoerenze, del disprezzo per la democrazia ed in assenza di idee è in atto la tendenza a dare alle parole un significato diverso o parziale da quelle per cui sono nate e da quello che si è abituati ad intendere e conoscere nell’uso quotidiano dai cittadini, rendendo, in questo modo, la comunicazione ed il suo linguaggio nebuloso, illusorio, incomprensibile ancorché ingannevole.

A sostegno di questa babele linguistica, nella comunicazione tout court, si sta adottando e rielaborando la neo-lingua di Orwelliana memoria. Per riportare nel primario significato le parole, in questo travagliato e turbinoso periodo storico di repentini cambiamenti e di lotta per il potere tra culture contrapposte, la chiarezza diventa rivoluzionaria e passa attraverso l’unicità del significato del linguaggio e della stessa parola, facendo corrispondere ad esse i contenuti. A chiare lettere.

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