Giuseppe Pitta

Giuseppe Pitta2020-02-16T18:18:43+01:00

Pirati & Co.

Tra libri e pensieri: dalla solitudine del mare al mare delle mie congiunzioni (di Giuseppe Pittà)

Nel viaggio del nostro antico, odierno e futuro attraversamento, ho incontrato vari mostri, ma anche angeliche figure, che hanno alleviato, in modo a volte terapeutico e salutare le strade delle tempeste e delle bonacce. Da qui nasce un discorso, che ogni tanto, da Pirata laureato in Pirateria, vorrò proporre, a mò di seduzione o forse soltanto per incuriosirvi un [...]

by |Maggio 7th, 2020|Categorie: Copertina, Giuseppe Pittà|tag = , , |0 Commenti

Tempi duri per gli autostoppisti (di Giuseppe Pittà)

… ti amo a modo mio disse anche io a modo mio ti amo rispose tutto mentre il gioco dell'Amore decise di ritrovare una sua dignità a coronamento delle regole imposte dalla drammaticità del momento dalla forma più terribile dell'emergenza ti amo fuori da ogni norma disse anche io non ho norma nell'amarti rispose tutto mentre entrambi si stupirono [...]

by |Maggio 1st, 2020|Categorie: Copertina, Giuseppe Pittà|0 Commenti

Le città dei lupi e/o le strade dei miei affollati deserti (di Giuseppe Pittà)

… i fantasmi scrivono con la polvere parole quasi sempre invisibili ma scrivono e pure con molta fantasia sono fantasmi entrano ed escono escono ed entrano ci infastidiscono eppure sono di compagnia giocano con i nostri incubi migliori giocano con i nostri sogni peggiori sempre stringono fili misteriosi trame impastate di paura e oscurità però nella certezza della luce [...]

by |Marzo 21st, 2020|Categorie: Copertina, Giuseppe Pittà|0 Commenti

L’amore di FLINT al tempo del malanno (di Giuseppe Pittà)

… anche il killer ha un tallone come quell'Achille lì ha perfino un gomito un ginocchio un piede delle dita almeno un occhio per prendere la mira ha polmoni e frattaglie solo il cuore è strano dovendo forse fare cose assai misteriose come aprire e chiudere in pochi secondi il minuto finale un qualcosa che si sa per un [...]

by |Marzo 2nd, 2020|Categorie: Copertina, Giuseppe Pittà|0 Commenti

Dove si viaggia senza lucciole e certezze, misteriosamente, senza bussole, né stelle (di Giuseppe Pittà)

… ti rubo l'anima disse il ladro di anime mentre tu distratto guardavi la tv la sua educazione per l'imminente significativo furto prevedeva almeno di avvisarti è questa prassi di civiltà invece io ti uccido disse l'assassino ché ho un impulso assai immediato ti uccido senza educazione incivile mentre te lo dico in elegante completo da assassino … I [...]

by |Febbraio 12th, 2020|Categorie: Copertina, Giuseppe Pittà|0 Commenti

E’ probabile che, prima di cadere, sventoli le tue bandiere (di Giuseppe Pittà)

sempre leoni e polli sanguinano se tagli loro la testa pure i coccodrilli se gli cavi un dente un pesce se lo infilzi all'amo la scimmia se ti cibi del suo cervello soltanto le zanzare che sanno essere terribili se le spiaccichi sul muro finiscono si per schiattare ma le macchie indelebili che lasciano sono sangue del tuo sangue [...]

by |Gennaio 15th, 2020|Categorie: Giuseppe Pittà|2 Commenti

Ci vuole forse un orecchio molto allenato per ascoltarmi. Ma forse neanche è necessario un ascolto attento, per comprendere le sfumature che vado a disegnare. Intanto parlo, racconterò, se ci riesco, di atti di pirateria, magari di mille altre azioni, arrembaggi, assalti, cannoni e sciabole, forti di pietra pesante da scalfire, da ridurre in polvere, forse di saccheggi, del bottino da conquistare, recuperandolo dai saccheggi e da altri malvagi, dai pirati e dai veri delinquenti, quelli in parrucca e lustrini e tanto perbenismo. Seguirò le storie dei tesori da nascondere, delle funi da evitare per la loro forma a cappio e per non doverci infilare la testa, delle storie a bordo dei vascelli, delle vele e vento e bonacce. Vorrò narrare del sole che annerisce la pelle e del cielo con le stelle, che ci indicano certe direzioni, delle tempeste e delle onde alte come i palazzi, degli uomini in mare e dei salvataggi, di squali e balene e delfini e gabbiani, delle cicatrici sui corpi e nel cuore, dei duelli, esalterò vittorie e diventerò intrattabile per le terribili e brutte sconfitte e cercherò di ricordare i sogni, quelli belli che portano la musica e la luce e quelli oscuri che portano gli incubi. Poi di sicuro il racconto dei risvegli, ché sempre alla fine delle confusioni giunge l’istante del respiro, forse l’ultimo o addirittura il primo. Troverò il modo e la maniera di ritornare sul ponte del comando, ma solo per muovere la ruota del timone, cercando la complicità degli altri pirati, che nella filibusta siamo sempre fratelli, ma anche sempre nemici temibili. Il segno distintivo è quello della ricerca di un agio futuro, la voglia spasmodica di un vero tesoro, quello che altri pirati hanno sotterrato. Tutto perché noi cattivissimi abbiamo bisogno di farci male da soli, per colpa di una specie di pestilenza, che ci fa essere sognatori per tutta la vita, ma anche ladri indiscussi dei sogni degli altri. Perciò, la conclusione è semplice, pur mostrandosi decisamente ingarbugliata. Siamo praticamente in un mondo alla rovina, dove i sogni si sono già liquefatti da tempo e gli ideali, beh quelli neanche a parlarne, ché li hanno svenduti a quattro soldi al reparto dell’outlet nei supermarket del potere e del più facile guadagno. Tenterò un qualche riscatto. Riuscirò nell’impresa? Forse più no che si, ma almeno un tentativo mi preme farlo. Beh, si.

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